PEC, 20 milioni di caselle e 3,5 miliardi di messaggi: una nuova ricerca ne conferma il ruolo chiave nella digitalizzazione del Paese
22/10/2026
Roma, 22 ottobre 2026 – Oltre 20 milioni di caselle stimate attive e circa 3,5 miliardi di messaggi scambiati previsti per il 2026: a vent’anni dalla sua introduzione, la Posta Elettronica Certificata è diventata una componente strutturale del sistema di comunicazione digitale italiano.
È quanto emerge dal nuovo White Paper di IDC, promosso da Aruba, “PEC: diffusione, casi d’uso e prospettive di interoperabilità nell’ecosistema digitale europeo”1 , che analizza comportamenti e aspettative di cittadini, imprese, professionisti e Pubbliche Amministrazioni. Nella prefazione allo studio, Mario Nobile, Direttore Generale di AgID, evidenzia uno degli aspetti centrali di questa evoluzione: “la crescente varietà di casi d’uso testimonia come la PEC abbia ormai superato la dimensione del mero adempimento per integrarsi stabilmente nei processi amministrativi, professionali e d’impresa”.
La ricerca mostra come la PEC abbia ormai assunto un ruolo consolidato nei diversi ambiti della vita digitale del Paese, con modalità che cambiano a seconda degli utenti. Nel mondo delle imprese e dei professionisti la PEC è sempre più parte dei processi di lavoro: il 63% delle organizzazioni gestisce tra due e cinque caselle, il 52% indica la semplificazione dei processi tra i principali benefici e il 64% delle aziende la utilizza per partecipare a bandi e gare. Tra i professionisti l’impiego è ancora più frequente, con il 78% che utilizza la PEC quotidianamente o settimanalmente nei rapporti con PA, aziende e altri professionisti.
Nella Pubblica Amministrazione, invece, lo strumento è già pienamente integrato nell’operatività quotidiana: il 60% delle PA lo utilizza ogni giorno per comunicare con altre amministrazioni, in particolare per trasmettere atti, pareri e autorizzazioni e per il coordinamento tra enti. Un livello di adozione destinato a rimanere solido: oltre il 95% di PA, aziende e professionisti prevede un utilizzo stabile o in crescita nei prossimi dodici mesi.
Infine, tra i cittadini, il 45% degli utenti utilizza la PEC ogni settimana o almeno una volta al mese, pur non essendo soggetto ad alcun obbligo, per gestire pratiche legate al fisco, alla previdenza, alla scuola, alla sanità e al condominio. A conferma di questa adozione spontanea, quasi 3 milioni di cittadini hanno scelto di eleggere la propria PEC a domicilio digitale, registrandola sull’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD), per ricevere comunicazioni ufficiali dalla Pubblica Amministrazione direttamente nella propria casella.
È nelle comunicazioni oltre confine, infatti, che emerge oggi il principale spazio di evoluzione: il 55% delle organizzazioni indica la mancanza di interoperabilità internazionale come una delle maggiori barriere all’utilizzo della PEC. Al tempo stesso, le aspettative verso un’evoluzione europea sono elevate: il 67% delle organizzazioni ritiene che l’estensione interoperabile della comunicazione certificata in Europa possa migliorare la certezza legale e la compliance negli scambi internazionali.
In questo scenario, il quadro europeo eIDAS 2 apre la strada a una nuova fase in cui l’esperienza maturata dall’Italia può contribuire alla costruzione di un sistema di recapito certificato interoperabile tra gli Stati membri, estendendo oltre i confini nazionali i benefici già sperimentati sul mercato italiano.
La ricerca evidenzia, infine, l’esigenza di una maggiore integrazione della PEC con i sistemi aziendali e, più in generale, con gli strumenti utilizzati nei processi quotidiani. In questo contesto emerge anche l’interesse verso funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, in particolare per la sicurezza e la gestione dei contenuti: il 54% delle organizzazioni indica come utili alert di sicurezza basati sull’AI, il 46% la generazione automatica di sintesi e il 43% sistemi di ricerca semantica.
Lo studio IDC è stato realizzato nel primo trimestre del 2026 attraverso due indagini quantitative e una serie di interviste qualitative. La ricerca ha coinvolto 300 organizzazioni, suddivise tra 120 aziende, 90 Pubbliche Amministrazioni e 90 professionisti, e 800 cittadini italiani. Il campione consumer comprende 600 utenti PEC attivi e 200 cittadini che non utilizzano ancora il servizio ma ne conoscono il funzionamento. L’indagine è stata inoltre integrata da interviste qualitative con responsabili IT e di processo di Pubbliche Amministrazioni, studi professionali e imprese.
I risultati della ricerca sono stati presentati in anteprima il 22 ottobre a Roma, nel corso dell’evento “PEC. Eccellenza italiana, futuro europeo”, organizzato da Aruba presso il Tempio di Vibia Sabina e Adriano. L’incontro ha riunito imprese e operatori per fare il punto sui primi vent’anni della Posta Elettronica Certificata e confrontarsi sulle sue prospettive nell’ambito del nuovo ecosistema digitale europeo.
1 IDC White Paper sponsored by Aruba, PEC: diffusione, casi d’uso e prospettive di interoperabilità nell’ecosistema digitale europeo, Doc #EUR254816126, October 2026