La Legge 34/2026 introduce per la prima volta in Italia una disciplina organica contro le recensioni online illecite, applicabile al settore della ristorazione e del turismo. Per gli altri settori restano le tutele del quadro UE. Quando una recensione è lecita, cosa può fare un'impresa per contestarla e con quali strumenti.
Perché le recensioni contano e cosa cambia nel 2026
Le recensioni online orientano oggi le scelte d'acquisto, e proprio per il loro peso sulla decisione del consumatore sono diventate un terreno esposto alla manipolazione. Dal 7 aprile 2026 è in vigore la
Legge 11 marzo 2026, n. 34 — la legge annuale sulle piccole e medie imprese — che introduce in Italia una disciplina organica contro le recensioni non autentiche nei settori della ristorazione e del turismo. La portata della norma va però compresa con precisione: il perimetro è settoriale, e attorno alla legge italiana resta attivo il quadro europeo più ampio del Digital Services Act e della Direttiva Omnibus.
Il quadro normativo: due livelli che si sommano
A livello europeo, il
Regolamento UE 2022/2065 (Digital Services Act) disciplina la moderazione dei contenuti sulle piattaforme e introduce, all'articolo 16, il meccanismo di
notice and action per segnalare contenuti illeciti. La
Direttiva UE 2019/2161 (Omnibus), recepita in Italia con il D.Lgs. 26/2023, qualifica come pratica commerciale ingannevole la pubblicazione di recensioni di cui il venditore non sia in grado di verificare l'acquisto o l'utilizzo del prodotto.
A livello italiano, la
Legge 34/2026 si applica esclusivamente alle recensioni relative a prodotti, prestazioni e servizi offerti da imprese della ristorazione e da strutture del settore turistico situate in Italia, comprese quelle ricettive e termali e qualunque forma di attrazione turistica (art. 18). Fuori dal perimetro restano e-commerce, commercio al dettaglio, servizi professionali e ogni altra attività non turistica, per cui resta applicabile il quadro UE. Per il turismo e la ristorazione, le due tutele si sommano.
Quando una recensione è lecita
Il cuore della disciplina è l'
articolo 19, che fissa i requisiti di liceità. Una recensione è legittima se combina quattro elementi:
- Identificabilità dell'autore, attraverso un sistema di verifica adottato dalla piattaforma;
- Fruizione personale effettiva del prodotto o servizio recensito;
- Pertinenza del giudizio all'esperienza realmente ricevuta;
- Pubblicazione entro 30 giorni dalla data di utilizzo o acquisto.
Si aggiunge un requisito negativo: l'
assenza di incentivi. Una recensione rilasciata in cambio di sconti, vantaggi o omaggi è illecita; resta legittimo invitare un cliente soddisfatto a lasciare un commento senza corrispettivo collegato. La legge prevede inoltre un
termine di validità biennale: trascorsi due anni dalla pubblicazione, la recensione perde rilevanza e l'impresa può chiederne la rimozione.
L'
articolo 20 introduce un divieto assoluto di compravendita di recensioni e interazioni, anche tra imprenditori e intermediari. L'
articolo 22 prevede sanzioni amministrative graduate fino a 50.000 euro per la compravendita, con vigilanza affidata all'
AGCM. Le linee guida operative di AGCM e AGCOM preciseranno aspetti applicativi.
Cosa può fare concretamente un'impresa
Il principale strumento di tutela passa dalle piattaforme. Il
Digital Services Act obbliga le piattaforme a predisporre un meccanismo accessibile per segnalare contenuti illeciti. Una segnalazione motivata, che spieghi perché la recensione viola i requisiti di liceità e indichi gli elementi a sostegno, ha probabilità di essere accolta maggiori di una contestazione generica. Il DSA riconosce inoltre il ruolo del
segnalatore attendibile (
trusted flagger): un soggetto, tipicamente un'associazione di categoria, le cui segnalazioni vengono trattate dalle piattaforme con priorità.
Perché la segnalazione regga, la recensione va documentata in modo verificabile. Lo screenshot non basta: occorre fissare data, ora e contenuto del commento in una forma opponibile nel tempo. È il terreno dei
servizi fiduciari, dalla comunicazione formale tramite PEC alla marcatura temporale.
Cosa la legge non risolve
Vale chiarire alcuni equivoci. La Legge 34/2026 non prevede la rimozione automatica delle recensioni segnalate: la valutazione resta in capo alla piattaforma, e l'esito dipende dalla qualità della segnalazione. Una recensione negativa ma autentica resta legittima: la norma colpisce la manipolazione e l'assenza dei requisiti di liceità, mentre un giudizio sgradito ma vero rimane lecito. Le nuove disposizioni si applicano alle recensioni pubblicate a partire dal 7 aprile 2026.
Dove si gestiscono gli strumenti di documentazione
Comunicazione formale tracciabile e marcatura temporale con data certa rientrano nei servizi fiduciari (
PEC,
conservazione digitale a norma,
marca temporale) — l'ambito in cui Aruba opera come
Qualified Trust Service Provider. Strumenti utili a costruire una documentazione opponibile prima di portare la contestazione davanti a una piattaforma. La rimozione delle recensioni resta competenza delle piattaforme e, in ultima istanza, delle autorità.
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Fonti istituzionali: Legge 11 marzo 2026, n. 34 — Gazzetta Ufficiale; Regolamento UE 2022/2065 (Digital Services Act); Direttiva UE 2019/2161 (Omnibus). Le linee guida attuative AGCM e AGCOM sono attese e preciseranno aspetti applicativi della disciplina italiana. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale.