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Nuovi domini Internet, il 12 agosto si chiude il round ICANN: per città, territori e brand italiani una finestra rara che rischia di passare inosservata

09/07/2026

Aruba richiama l’attenzione su un’opportunità strategica per imprese, enti territoriali e filiere del Made in Italy: candidarsi per estensioni come .iltuobrand, .città o .regione significa governare un nuovo spazio ufficiale di Internet

Nuovi domini Internet, il 12 agosto si chiude il round ICANN: per città, territori e brand italiani una finestra rara che rischia di passare inosservata
Bergamo, 9 luglio 2026 – Aruba, una delle principali realtà italiane attive nel settore cloud, data center e servizi digitali, richiama l’attenzione sulla chiusura ormai prossima del New gTLD Program: 2026 Round di ICANN, la finestra internazionale che consente a soggetti giuridici costituiti di candidarsi per ottenere nuove estensioni Internet di primo livello.

La scadenza è fissata al 12 agosto 2026 e rappresenta la prima opportunità di questo tipo dopo il round del 2012. Il programma consente di richiedere la creazione di una nuova estensione ufficiale di Internet: dal nome di un brand a un riferimento geografico, da una comunità a una filiera produttiva o a un settore strategico.

Il precedente round ha già cambiato la geografia digitale di molte realtà internazionali. Oggi esistono estensioni come .paris, .berlin, .amsterdam, .barcelona e .london, accanto a esempi legati a città non capitali o a destinazioni con una forte identità internazionale, come .rio e .vegas. Anche territori e identità regionali hanno seguito percorsi analoghi, con estensioni come .corsica e .tirol. Diversi brand hanno inoltre portato il proprio nome alla radice di Internet, dai casi italiani .ferrari e .gucci a esempi internazionali come .barclays. Guardando all’Italia, è immediato comprendere il potenziale di nomi come Roma, Milano, Venezia, Sicilia o Toscana: identità riconosciute nel mondo, che potrebbero valutare la possibilità di trasformarsi in spazi digitali ufficiali, governati e riconoscibili, nel rispetto dei requisiti ICANN e delle necessarie autorizzazioni istituzionali.

Dal 2016 Aruba è il registry ufficiale dell’estensione .cloud ed è l’unico operatore italiano a gestire il registro di un’estensione generica ICANN. In questo contesto, l’azienda richiama l’attenzione sull’importanza di valutare per tempo il nuovo round, che riapre una possibilità rimasta chiusa per oltre un decennio.

Per un’azienda, candidarsi a un nuovo gTLD può significare trasformare il proprio marchio in una componente dell’infrastruttura stessa di Internet. Per un ente territoriale, una filiera o una comunità organizzata, può voler dire creare uno spazio digitale ufficiale e governato, capace di valorizzare nel tempo identità, servizi, promozione e relazione con cittadini, imprese, visitatori e stakeholder internazionali.

In un Paese come l’Italia, caratterizzato da brand riconosciuti a livello globale, città d’arte, territori a forte vocazione turistica, distretti produttivi e filiere del Made in Italy, il tema riguarda la capacità di presidiare in modo strutturale il proprio nome nello spazio digitale. Un’estensione proprietaria può diventare un asset di governance, comunicazione e fiducia: un ambiente digitale ufficiale in cui rendere più riconoscibili servizi, campagne, iniziative, portali ed ecosistemi commerciali o istituzionali.

Il percorso di candidatura richiede valutazioni tecniche, operative, economiche, legali e di governance. Per le estensioni geografiche sono inoltre previste specifiche condizioni e forme di supporto o non opposizione da parte delle autorità competenti. Diventa quindi essenziale valutare rapidamente obiettivi, requisiti e sostenibilità del progetto, soprattutto per organizzazioni con identità complesse, forte esposizione pubblica o ecosistemi digitali articolati.

Un nuovo gTLD consente di costruire nel tempo un namespace ufficiale e controllato, riducendo la frammentazione della presenza digitale, rafforzando la riconoscibilità dei touchpoint e aumentando la fiducia degli utenti nei canali ufficiali. Per i brand, può aiutare a distinguere con maggiore chiarezza gli ambienti digitali autentici da quelli non autorizzati. Per territori e comunità organizzate, può diventare una leva di valorizzazione istituzionale, turistica, culturale ed economica.

La scadenza del 12 agosto rende necessario un cambio di passo. Chi intende valutare una candidatura deve attivarsi rapidamente per comprendere se il proprio nome, marchio o identità territoriale possa diventare un asset digitale di lungo periodo. Rinviare questa valutazione può significare rimandare per anni la possibilità di presidiare direttamente un’estensione Internet legata alla propria identità.

In questo scenario, Aruba mette a disposizione la propria esperienza come registry operator e provider di infrastrutture digitali, accompagnando aziende e organizzazioni pubbliche nelle diverse fasi del percorso: dalla valutazione iniziale alla candidatura, dalla gestione tecnica alla compliance, fino alla protezione e alla governance continuativa del dominio proprietario.

Per maggiori informazioni: https://enterprise.aruba.it/prodotti-e-servizi/dominio-brand-proprietario.aspx