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Fatturazione elettronica e CUP: disponibile il servizio di integrazione

20/03/2026
Fatturazione elettronica e CUP: disponibile il servizio di integrazione
PMIProfessionisti
Con l’obiettivo della corretta compilazione e contabilizzazione, a fini fiscali, delle fatture elettroniche relative a operazioni oggetto di incentivi pubblici, l’Agenzia delle entrate ha definito una modalità per integrare l'informazione del CUP non riportato sulla fattura originaria o riportato in modo errato. Si tratta di uno specifico servizio web, reso disponibile al cessionario/committente o a un intermediario delegato, nell'area riservata del sito internet dell'Agenzia stessa (nel Portale “Fatture e Corrispettivi”).

Il nuovo software

Dal 27 gennaio, l’Agenzia delle entrate ha reso disponibile, nell’area riservata del Portale “Fatture e Corrispettivi”, il software necessario all’integrazione delle e-fatture con il CUP - Codice unico di progetto di cui all’art. 11 della legge n. 3/2003.
Con il provvedimento 10 dicembre 2025, prot. n. 563301/2025, infatti, la stessa Agenzia ha approvato le modalità di integrazione del Codice unico di progetto (CUP) nelle fatture elettroniche emesse per gli acquisti di beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività produttive.

Che cos’è il CUP?

L’obbligo di indicare il Codice unico di progetto (CUP) nelle fatture elettroniche è stato previsto dall’art. 5, comma 6, del D.L. n. 13/2023, che ha introdotto una misura di trasparenza e tracciabilità sulle spese finanziate con risorse pubbliche.
Più nel dettaglio, dal 1° giugno 2023, le fatture elettroniche emesse da cedenti/prestatori residenti o stabiliti nel territorio dello Stato relative all’acquisizione dei beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività produttive, erogati a qualunque titolo e in qualunque forma da una PA, devono contenere il Codice unico di progetto (CUP):
  • riportato nell’atto di concessione o
  • comunicato al momento di assegnazione dell’incentivo ovvero al momento della richiesta dello stesso.
 
Attenzione: Il CUP rappresenta un identificativo univoco, che accompagna l’intero ciclo di vita di un investimento pubblico.

Il suo corretto inserimento nei documenti fiscali ha un ruolo fondamentale, per assicurare:
  • la corretta tracciabilità delle spese finanziate;
  • la coerenza delle rendicontazioni verso gli enti erogatori;
  • la verificabilità degli incentivi da parte delle Amministrazioni competenti;
  • il rispetto dei vincoli previsti dai diversi strumenti di finanziamento, inclusi quelli del PNRR e dei Fondi comunitari.

Le criticità e la soluzione

Nonostante l’obbligo fosse chiaro, l’applicazione pratica ha evidenziato alcuni problemi, legati al fatto che il CUP non sempre era disponibile al momento dell’emissione della fattura, oppure era indicato con errori formali o sostanziali
In assenza di un sistema di correzione, ciò comportava difficoltà nei processi contabili e amministrativi, oltre a possibili contestazioni nelle fasi di controllo.
Ed è proprio in tale contesto che il provvedimento 10 dicembre 2025, n. 563301/2025, ha fornito le indicazioni per gestire correttamente il CUP, anche a posteriori, tramite un nuovo servizio digitale messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate.
Con il provvedimento viene definita una modalità per integrare l’informazione del CUP non riportato sulla fattura originaria o riportato in modo errato, mediante uno specifico servizio web, reso disponibile al cessionario/committente, ovvero a un intermediario delegato, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate (Portale “Fatture e Corrispettivi”).

Il servizio di integrazione

A tale fine, occorre accedere nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, ove è stato reso disponibile il servizio web mediante il quale il cessionario/committente può integrare la fattura elettronica trasmessa al Sistema di Interscambio con il Codice unico di progetto - CUP, relativo alla spesa oggetto di incentivo pubblico, qualora all’atto dell’emissione della fattura tale informazione non sia stata riportata o sia stata riportata in modo errato.
 
Attenzione: Le fatture elettroniche per le quali è possibile integrare il CUP, utilizzando il servizio web sono quelle con data operazione successiva al 31 maggio 2023 e non rifiutate, per le quali l’utenza di lavoro figura come cessionario/committente.

Mediante il servizio web, il cessionario/committente può consultare l’elenco dei CUP presenti nelle fatture elettroniche ricevute al momento dell’emissione ovvero integrati tramite il medesimo servizio web.
Il servizio web può essere utilizzato dal cessionario/committente o da un intermediario di cui all’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998, munito di apposita delega alla consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici.
Cliccando sul link presente nella colonna “Azioni”, è possibile consultare i codici CUP già associati alla fattura.
In caso di riscontro di CUP errato, cliccando il bottone “Inserisci CUP”, è possibile inserire un nuovo CUP (composto da 15 caratteri alfanumerici, senza caratteri speciali), specificando se vada associato all’intera fattura o a una singola linea.
Si segnala, infine, che, tramite il bottone “Richiedi elenco CUP inseriti/cancellati”, il cessionario/committente può richiedere un documento protocollato che riassume, alla data di elaborazione della richiesta, tutte le operazioni di integrazione, modifica e cancellazione dei codici CUP associati alla fattura o alle sue linee, successivamente alla sua emissione.

A cura di Wolters Kluwer


 
 
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