Oggi consideriamo la parola "cloud" come un elemento naturale del nostro quotidiano digitale, ma c’è stato un momento preciso in cui ha smesso di essere solo un concetto tecnico per diventare un’identità di brand globale. Parliamo dell’estensione
.cloud, che quest’anno festeggia un traguardo fondamentale: dieci anni di presenza sul mercato, consolidandosi come uno dei nuovi domini (gTLD) di maggior successo a livello internazionale.
Un po' di storia: la scommessa di Aruba
Per comprendere l’impatto del .cloud, occorre fare un passo indietro e guardare alla sua genesi, che vede l’Italia e Aruba nel ruolo di protagonisti. Sebbene il lancio ufficiale sul mercato per il grande pubblico sia avvenuto nel
febbraio 2016, la storia del dominio inizia molto prima.
È il
novembre 2014 quando Aruba compie un passo strategico senza precedenti, diventando
Registro Ufficiale (Registry) dell’estensione .cloud dopo essersi aggiudicata la gara internazionale indetta da ICANN. Questa operazione non è stata solo un successo aziendale, ma una dichiarazione d’intenti: posizionare l’innovazione europea al centro della rete globale. Da quel momento, Aruba ha contribuito a renderla un'estensione conosciuta in tutto il mondo. Dal 2016, con l’apertura delle registrazioni, il .cloud ha iniziato la sua scalata, diventando rapidamente un punto di riferimento per chiunque volesse comunicare modernità e avanguardia.
Non solo per esperti: un’estensione aperta a tutti
Uno dei grandi punti di forza che ha decretato il successo del .cloud è la sua natura democratica. A differenza di altre estensioni settoriali che richiedono requisiti di eleggibilità specifici o appartenenze a determinati ordini professionali, il .cloud è
aperto a chiunque.
Non ci sono restrizioni: che si tratti di una multinazionale, di un libero professionista o di un appassionato, chiunque può registrare un dominio .cloud. Questa assenza di barriere ha permesso all’estensione di diventare un segnale immediato di innovazione. Scegliere un dominio .cloud oggi significa dire al mondo: "Il mio progetto è digitale, è connesso ed è proiettato verso il futuro".
A chi si rivolge: dai servizi IT ai nuovi Creator
Se inizialmente il .cloud era visto come il "porto sicuro" per le aziende IT, i provider di servizi software (SaaS) e le startup tecnologiche, la sua evoluzione nel tempo ha raccontato una storia diversa e molto più ampia.
Oggi il .cloud è l'estensione d'elezione per:
- Startup e PMI innovative: che vogliono un nome breve, memorabile e che richiami immediatamente la scalabilità.
- Content Creator e Media: il cloud è il luogo dove risiedono i contenuti. Per questo motivo, creator, podcaster e chiunque gestisca progetti in streaming trova in questa estensione l’habitat naturale per la propria community.
- Progetti Digital-First: dalle piattaforme di e-learning ai nuovi servizi di sharing economy, il .cloud comunica agilità e disponibilità immediata del servizio.
In un mondo in cui i domini storici sono spesso sovraffollati, il .cloud ha offerto una boccata d’aria fresca, permettendo di trovare nomi brevi e d’impatto che su altre estensioni sarebbero stati indisponibili da anni.
L’evoluzione: un successo misurabile in numeri
In questi dieci anni, il .cloud non ha solo cambiato il modo in cui percepiamo i nomi a dominio, ma ha costruito una presenza globale massiccia. Secondo i dati più recenti riportati da Aruba, l’estensione conta di raggiungere
oltre 500K registrazioni attive/domini gestiti nel corso del 2026, con una presenza capillare in
150 paesi.
Questi numeri non sono solo statistiche, ma testimoniano come il .cloud sia passato da essere un "dominio per addetti ai lavori" a un'estensione mainstream utilizzata per fare branding di alto livello. Grandi aziende internazionali e piccoli progetti locali convivono sotto lo stesso suffisso, accomunati dal desiderio di presentarsi come realtà moderne e connesse. Il successo globale è stato alimentato da iniziative costanti volte a diffondere l’estensione in ogni mercato, dagli Stati Uniti all'Asia, rendendo il .cloud un asset digitale riconosciuto universalmente.
Il futuro è ancora .cloud
Festeggiare i dieci anni del .cloud significa celebrare un decennio di innovazione digitale. In un’epoca in cui la sovranità del dato, l’accessibilità e la velocità sono pilastri fondamentali, avere un’identità online che richiami questi valori è un vantaggio competitivo non trascurabile. Il .cloud ha dimostrato di non essere una moda passeggera, ma una scelta strategica per chi vuole costruire un brand solido, fluido e senza silos tecnologici. Guardando ai prossimi dieci anni, la sfida sarà continuare a supportare la creatività di chi vede nel web non solo uno spazio di archiviazione, ma un ecosistema infinito di possibilità.
Buon compleanno .cloud, e che il prossimo decennio sia ancora più luminoso e connesso.