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Domini generici e domini specifici: scegliere il nome giusto per il marketing digitale

20/01/2026
Domini generici e domini specifici: scegliere il nome giusto per il marketing digitale
PMIPrivati
Quando si progetta una presenza online, è facile concentrarsi su contenuti, funnel, campagne e tutto quello che farà poi seguito all’attività operativa quotidiana della property.

Prima di tutto, però, c’è da effettuare una scelta cruciale, che condiziona il modo in cui il brand verrà percepito per anni: il nome di dominio: decidere se usare un nome generico e descrittivo oppure uno specifico e facilmente associabile al marchio o al prodotto/servizio non è solo una questione di gusto; è una scelta che ha a che fare con la strategia di marketing digitale.

Nel percorso di costruzione dei nomi di dominio e nella scelta del nome di dominio e dell’estensione, la domanda di fondo è sempre la stessa: è più importante essere subito chiari o essere unici e memorabili?

Generico o specifico: due modi diversi di raccontare lo stesso business

Dietro ogni dominio ci sono due approcci opposti. Da un lato i nomi brandable, cioè costruiti sul marchio o su una parola di fantasia; dall’altro i nomi descrittivi, fatti di keyword che raccontano esattamente il prodotto o il servizio.

Un dominio brandable lavora come un marchio: è distinto, riconoscibile, non vincolato a una sola categoria. Se domani l’azienda amplia l’offerta, il nome resta valido. Richiede però più lavoro di comunicazione per far capire, sul sito, che cosa fa chi ne è detentore, soprattutto nelle fasi iniziali.

Il dominio descrittivo fa l’esatto opposto: racconta subito ciò che l’utente troverà. È il classico indirizzo che integra direttamente la parola chiave principale e che, nella SERP (Search Engine Result Page, i risultati prodotti da un motore di ricerca a seguito di un'interrogazione), fa scattare un “ok, questo è quello che cercavo”. Dal punto di vista della strategia sulle estensioni di dominio, qui siamo al cospetto di un approccio che privilegia la chiarezza assoluta.

Identità, flessibilità e posizionamento

Scegliere un dominio brandable significa investire sulla costruzione dell’identità più che sulla descrizione letterale dell’offerta. Il vantaggio è evidente: un nome unico è più facile da ricordare, da proteggere, da declinare nella comunicazione offline e nei social. Diventa un asset che accompagna in tutte le trasformazioni del business.

Senza contare, inoltre, il tema della credibilità: un dominio che coincide con il brand trasmette spesso più professionalità di un indirizzo generico costruito solo sulla keyword. E lascia spazio di manovra: se oggi sei focalizzato su un prodotto, ma domani allarghi il perimetro, non sei costretto a cambiare dominio o a spiegare perché l’URL (Uniform Resource Locator, la sequenza di caratteri che identifica univocamente l'indirizzo di una risorsa in Internet) perché racconta una storia diversa da quella del sito.

Ovviamente, il rovescio della medaglia è che un nome di fantasia non “regala” alcuna informazione a Google né all’utente: bisogna lavorare di più su SEO (Search Engine Optimization, l’ottimizzazione per i motori di ricerca) on-site, contenuti e storytelling per spiegare chi sei. È qui che entra in gioco l’importanza di registrare un dominio non solo disponibile, ma coerente con la visione a lungo termine.

Immediatezza sì, ma con qualche vincolo

I domini descrittivi giocano un’altra partita. Se il tuo indirizzo contiene la keyword esatta che un utente digita su Google, la promessa è chiara ancora prima del clic. È un vantaggio psicologico forte: l’URL diventa una mini headline che filtra le aspettative, e questo può tradursi in un CTR Click Through Rate (tasso di clic su un determinato link) più alto.

Il problema emerge quando si guarda al medio periodo. Un dominio troppo specifico può essere poco distintivo: in un settore affollato, rischia di assomigliare a decine di altri, rendendo più difficile costruire un brand memorabile.

Inoltre, può trasformarsi in una gabbia: se parti da un nome strettamente legato a una nicchia e poi allarghi l’offerta, potresti ritrovarti con un dominio che non rappresenta più l’insieme del business.

Per questo molti esperti suggeriscono vie ibride, in cui una parte brandable si combina con una keyword chiave. L’importante è mantenere il nome snello, leggibile, coerente con la direzione futura.

Meno “trucchetti”, più qualità

Per anni gli exact match domain (domini uguali alla keyword) hanno dominato le SERP, alimentando l’idea che bastasse inserire la parola giusta nel nome per scalare Google. Oggi la situazione è diversa come hanno ribadito più volte i principali esperti del settore: le keyword nel dominio non sono un fattore di ranking diretto; pertanto, non serve infilare parole chiave nel nome per posizionarsi meglio.

Gli algoritmi moderni si concentrano soprattutto sulla rilevanza dei contenuti, sull’autorevolezza dei link, sulla qualità della user experience. In altre parole, un dominio brandable può posizionarsi benissimo quanto uno descrittivo, se il sito è costruito e curato nel modo giusto. Il nome resta importante per il CTR, per la fiducia e per la coerenza dell’immagine, ma non è più la scorciatoia SEO di un tempo.

Da qui l’invito a scegliere un dominio che possa durare, invece di inseguire vantaggi immediati. 

La scelta del nome giusto e l’integrazione dei servizi aggiuntivi

Una volta trovato l’equilibrio tra generico e specifico, si apre un altro capitolo: la tutela del dominio. Qualunque sia la scelta, ha senso difendere il nome registrandolo sulle estensioni più rilevanti, valutando alcune nuove estensioni gTLD coerenti con il settore e, quando necessario, ricorrendo a una vera e propria registrazione preventiva dei domini più critici.

In parallelo, strumenti di domain monitoring permettono di individuare in anticipo tentativi di abuso o registrazioni sospette, a tutela dell’identità digitale costruita attorno al nome.

Tutto questo si concretizza nei servizi per i domini: dalla semplice registrazione dominio alla scelta tra i domini più venduti e le nuove estensioni gTLD, fino agli strumenti accessori per email, DNS e sicurezza.


 
 
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