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Dominio .it o dominio .com: ecco come scegliere l’estensione giusta

22/11/2022
Dominio .it o dominio .com: scegliere estensione giusta
PMIPrivatiProfessionisti
Il primo e inevitabile passaggio che dà il “la” al processo di realizzazione di una presenza sul web è quello che riguarda la registrazione del nome di dominio, cioè l’indirizzo del sito, ciò che viene digitato nella barra delle Url del browser per accedere alle al suo contenuto.

Senza un dominio per accedere si dovrebbe conoscere e digitare il cosiddetto indirizzo IP, un'etichetta numerica assegnata a ogni web server su Internet.

I nomi di dominio sono costituiti, principalmente, da due parti separate da un punto.
La prima, il dominio di secondo livello (Second Level Domain, SLD), è il nome vero e proprio costituito da combinazioni di lettere e numeri.

La seconda parte è la cosiddetta estensione del dominio o dominio di primo livello (Top Level Domain, TLD). Negli anni, l’elenco di questi ultimi è andato via via crescendo (oggi le estensioni disponibili sono oltre 700).

Ma torniamo alla fase di cui sopra, preceduta dallo step, questa volta concettuale, che riguarda la sua scelta. Si tratta di un’operazione tanto importante quanto delicata in primis perché rappresenta una via del non ritorno.

Specificità e differenze

Il dominio di secondo livello sarà infatti l’insegna del progetto online e, sebbene sia possibile registrarne più di uno e reindirizzarlo al dominio di riferimento, quest’ultimo sarà anche la vera e propria carta di identità della presenza in Rete, e quindi anche “l’oggetto” che comparirà su ogni genere di comunicazione, su tutti i canali. E, come gli esperti di marketing insegnano, qualsiasi buon progetto è, di fatto, inesistente se non viene comunicato nel modo corretto.

Allo stesso modo andrà valutata con grande attenzione anche la decisione da prendere in merito all’altro elemento che compone il dominio, cioè il suo primo livello, l’estensione, poiché toccherà a lui dare al visitatore indicazioni importanti su alcune caratteristiche cruciali del sito, vale a dire la sua collocazione geografica (e il relativo target di riferimento) e l’area di interesse dell’attività.

Estensioni per tutti i gusti

Ne esistono diverse tipologie, con costi e tempi di rinnovo differenti.
In base alle loro caratteristiche si possono suddividere in queste tre macro categorie:
  • gTLD (Generic Top-Level Domain): è il nome di dominio più comunemente utilizzato che comprende i ben noti .com, .org e .net, oltre ad altri nomi unici come .xyz, .biz, .tech e .cloud;
  • sTLD (Sponsored Top-Level Domain): questi domini sono riservati a determinate organizzazioni e gruppi. Esempi comuni sono .gov per i siti governativi, .edu per le istituzioni educative;
  • ccTLD (Country Code Top-Level Domain): indicano una determinata parte di territorio o località: .it per l’Italia, .us per gli USA, .in per l'India, eccetera.

L’estensione del dominio .it: perché sceglierla

Si tratta del dominio di secondo livello collegato al nostro Paese e risponde, pertanto, alla legge italiana.

La sua registrazione è gestita da un numero ristretto di aziende (i cosiddetti Registrar) accreditate. Può essere utilizzato soltanto da privati e aziende che abbiano la residenza in uno stato dell’Unione Europea oppure in Svizzera, San Marino e nel Vaticano.

Secondo la normativa, il dominio con estensione .it rimane comunque di proprietà dello Stato che lo fornisce, di fatto, in affitto, con una sorta di contratto che può essere rinnovato anche a vita. Chi registra un dominio .it è anche responsabile - civilmente e penalmente - di tutti i contenuti pubblicati nel sito che vi sottende.

Riguarda, solitamente, progetti per i quali il legame con il territorio italiano sia considerato un elemento a valore aggiunto. Tuttavia, oltre a essere prescelto dalle attività online italiane, il .it è utilizzato, per esempio, anche da tutte quelle realtà che, pur avendo una clientela internazionale, fanno del Made in Italy un proprio elemento di spicco, nonché dai Paesi di lingua anglosassone che vogliono sfruttare il fatto che “it”, nella lingua inglese, sia il pronome di terza persona singolare riferito alle cose e che, come tale, si presta a realizzare, in combinazione con il dominio di primo livello, giochi di parole che evocano una qualche azione.

L’estensione del dominio .com: perché sceglierla

L’estensione .com, che sta per commercial, al pari di quelle .net e .org risponde, invece, alla legge statunitense per quanto riguarda ogni aspetto contrattuale e relativo ai contenuti che vengono pubblicati al di sotto della sua insegna.

Può essere associata a qualsiasi tipo di entità, sia commerciale che privata, con una particolare attenzione per la prima delle due tipologie, per le quali, peraltro, è nato.

A differenza dei domini connotati geograficamente, per registrare un dominio .com non è necessario che il proprietario risponda a determinati requisiti di residenza.

Il dominio di secondo livello .com può essere registrato da tutti ma, di norma, viene registrato perlopiù da realtà che hanno una dimensione (e un bacino di utenza) internazionale.

Oggi, i domini .com sono, in assoluto, i più venduti al mondo

Ma quindi, qual è la scelta giusta?

Al netto dei parametri per così dire “oggettivi” che possono far propendere per l’una o per l’altra opzione, c’è un altro aspetto, a dire il vero un po’ controverso.

Fino a non molto tempo fa, infatti, questo contesto era letteralmente spaccato in due parti, tra coloro che sostenevano la tesi SEO secondo la quale un dominio con estensione .it si posiziona meglio nelle SERP (Search Engine Results Page), le pagine dei risultati di ricerca, italiane e nelle ricerche effettuate in Italia, rispetto a un .com.

Sul fronte opposto, invece, i sostenitori del .com, e del suo “vantaggio SEO” in tutti quei casi in cui l’attività è di tipo commerciale è importante.

A smentire entrambe le tesi e a sgomberare il campo da ogni altra illazione a proposito di posizionamento sui motori e tipo di estensione è intervenuta la stessa Google in prima persona, dichiarando che, in generale, i suoi sistemi trattano i nomi di dominio tutti allo stesso modo e che pertanto non esistono, in questo senso, vantaggi o svantaggi di alcun tipo nell’indicizzazione e nel posizionamento

In definitiva, quindi, quale delle due estensioni scegliere? La risposta esatta non c’è, e quindi la scelta deve orientarsi in base al progetto web da sviluppare.

L’unico vero criterio è preferire un’estensione .it se la propria presenza online è fortemente legata al territorio italiano, mentre nei restanti casi le due opzioni sono indifferenti.

Ferma restando, in entrambi i casi, l’opportunità di registrare sempre più estensioni con i relativi reindirizzamenti al dominio principale, anche in un’ottica futura di protezione tout court del brand al quale il sito afferisce.