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Fatturazione elettronica all’estero: novità dal 2026

16/04/2026
Fatturazione elettronica all’estero: novità dal 2026
PMIProfessionisti
Le imprese italiane che operano all'estero tramite controllate e collegate sono interessate dalle novità in tema di adozione obbligatoria della fatturazione elettronica con formati standardizzati a livello comunitario, accelerata dall’entrata in vigore del pacchetto ViDA. Dal 2026, molti Stati membri UE introducono l’obbligo di FE B2B per le operazioni domestiche, con utilizzo di tracciati strutturati e invio dei dati alle Amministrazioni fiscali, mediante sistemi di e-reporting. Per le imprese sarà, quindi, necessario adeguare i propri sistemi in anticipo, per garantire conformità normativa e interoperabilità nei mercati internazionali.

FE all’estero: impatti per le imprese italiane

Dal 2026 molti Stati membri UE (ad esempio, Belgio, Croazia, Grecia, Francia, Polonia) introducono l’obbligo di fatturazione elettronica B2B per le operazioni domestiche, prevedendo l'utilizzo di tracciati strutturati, con successivo o contestuale invio dei dati alle Amministrazioni fiscali, mediante sistemi di e-reporting.
Tali novità, previste anche in prospettiva degli adeguamenti richiesti per l'attuazione del cd. “pacchetto ViDA” (VAT in the digital age), interesseranno anche le imprese italiane operanti all'estero tramite proprie controllate e collegate. 

Operazioni intracomunitarie

Infatti, l’entrata in vigore del pacchetto ViDA accelererà ulteriormente l’adozione obbligatoria di formati standardizzati a livello comunitario, come l’introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica per le operazioni intracomunitarie. A partire dal 2030, infatti, tutti gli Stati membri UE dovranno:
  • adottare un formato conforme allo standard europeo EN 16931, progettato per garantire l’interoperabilità delle fatture elettroniche in tutta la UE;
  • implementare l’obbligo di rendicontazione digitale dei dati IVA in tempo reale (Digital Reporting Requirements o DRR) per le transazioni intracomunitarie.
Questo aspetto rimane, invece, opzionale per le operazioni fiscali domestiche.
 
Per le imprese sarà, quindi, necessario adeguare i propri sistemi in anticipo, per garantire conformità normativa e interoperabilità nei mercati internazionali.
 

La situazione attuale nella UE

Ma torniamo al 2026 e passiamo in rassegna i Paesi coinvolti e le scadenze della fatturazione elettronica.
Molti Governi stanno estendendo i propri obblighi digitali, partendo dalla consolidata fatturazione elettronica verso la PA, definendo calendari specifici per l’integrazione del settore privato.
I Paesi interessati dal cambiamento sono:
  • Belgio: l’obbligo di fatturazione elettronica è già in vigore per il settore B2G (Business to Government) e, dal 1° gennaio 2026, è scattato anche per i soggetti B2B residenti. La regola vale anche per gli operatori esteri con una stabile organizzazione. Lo scambio di documenti avverrà tramite il formato Peppol BIS 3.0;
  • Germania:
    • nel 2026 si concluderà la fase transitoria, in cui sarà ancora permesso inviare documenti cartacei o PDF, se il cliente è d’accordo;
    • dal 1° gennaio 2027, l’invio telematico in formato EN 16931 sarà obbligatorio per coloro che conseguono un fatturato annuo superiore a 800.000 euro;
    • infine, dal 2028, ogni transazione tra aziende dovrà essere gestita esclusivamente in modalità digitale, senza più eccezioni legate al volume d’affari;
  • Croazia: il nuovo sistema di fatturazione è in vigore dal gennaio 2026 per le imprese residenti. Il progetto prende il nome di Fiskalizacija 2.0 e punta a modernizzare l’intero circuito delle transazioni commerciali nazionali;
  • Francia: il Governo francese ha stabilito un calendario per l'adesione graduale al nuovo sistema di emissione delle fatture e di e-reporting, a seconda delle dimensioni delle imprese:
    • settembre 2026: obbligo di essere pronti a ricevere le fatture elettroniche per tutte le aziende e obbligo di emissione della fattura elettronica per le grandi e medie imprese;
    • settembre 2027: obbligo di emissione di fatture elettroniche per le PMI e le microimprese. La fattura elettronica potrà essere emessa in formato UBL, CII o Factur-X. Solo le Piattaforme di Dematerializzazione Partner (PDP) avranno la possibilità di inviare altri tipi di formati (EDIFACT, XML, ecc.), a condizione che sia i fornitori, che i clienti si avvalgano di PDP.
  • Polonia: ha implementato l’obbligo della fatturazione elettronica B2B attraverso il Sistema Nazionale di Fatturazione Elettronica (KSeF), una piattaforma centralizza gestita dal Ministero delle Finanze:
    • dal 1° gennaio 2022, il KSeF è stato disponibile su base volontaria, consentendo alle aziende di prepararsi gradualmente, prima che il suo uso diventasse obbligatorio;
    • dal febbraio 2026, è stato disposto l'obbligo di fatturazione elettronica per i grandi contribuenti, ovvero le aziende con un fatturato annuo superiore a 200 milioni di zloty;
    • dal 1° aprile 2026, tale obbligo sarà esteso a tutti gli altri contribuenti stabiliti in Polonia.

Per completezza di informazione, si rileva, infine, che:
  • in Spagna, l’entrata in vigore della fatturazione elettronica è fissata tra il 2027 e il 2028. Per quanto riguarda gli standard tecnici, il sistema si baserà sul formato europeo EN 16931.
  • in Lettonia, l’invio digitale è già realtà per le forniture verso la Pubblica Amministrazione. Dal 1° gennaio 2028, tale vincolo si estenderà anche ai rapporti tra privati. Il sistema adotterà lo standard tecnico europeo EN 16931.

A cura di Wolters Kluwer


 
 
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