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Agenti AI: chi autorizza le loro azioni e come renderle verificabili

10/08/2026
Agenti AI: chi autorizza le loro azioni e come renderle verificabili
Gli agenti AI stanno passando da sistemi che rispondono a software che agisce: pianificano attività a più passi, interrogano sistemi, chiamano API e avviano processi per conto di una persona o di un'organizzazione. Quando un agente compie un'azione con conseguenze reali — un ordine, l'attivazione di un servizio, una disposizione — diventa concreta una domanda semplice ma decisiva: quando l'agente agisce, chi ha firmato? Chi ha autorizzato quell'azione, entro quali limiti e con quale prova? Una risposta possibile arriva dall'infrastruttura europea di identità e firma con valore legale, direzione spinta anche dal quadro normativo europeo, dall'AI Act a NIS2 e DORA, che chiede sempre più di ricondurre ogni azione digitale a un'autorizzazione tracciabile .

Perché una chiave API oggi non basta a dimostrare chi ha autorizzato un'azione

Nella maggior parte delle architetture attuali un agente agisce perché dispone di una chiave API, di un account di servizio o di un permesso OAuth. Questi strumenti abilitano l'accesso tecnico a un sistema e delimitano ciò che un software può fare.

Il loro limite emerge sul piano della responsabilità. Una chiave API indica che un software può chiamare un servizio; uno scope OAuth indica che un'applicazione può scrivere un ordine. Nessuno di questi elementi, da solo, esprime un mandato con valore legale, né documenta chi abbia autorizzato quella specifica azione, per quale finalità, fino a quale importo e per quanto tempo. Quando qualcosa va storto — un ordine fuori budget, un servizio attivato per errore, una contestazione — resta difficile ricondurre l'azione a una volontà identificata.

Che cos'è un mandato verificabile per un agente AI

La delega a un soggetto che agisce per conto di un altro è un problema antico, risolto per le persone con la procura: un documento che definisce le azioni consentite, i limiti e la durata, con una firma che ha valore legale. Il mandato a un agente AI ne rappresenta la versione digitale e leggibile dalla macchina.

Come potrebbe funzionare, in concreto? Secondo l'approccio oggi in discussione, un mandato verificabile conterrebbe alcuni elementi essenziali: l'identità di chi delega, l'identità crittografica dello specifico agente, l'elenco delle azioni consentite, un tetto di spesa, un numero massimo di operazioni e una scadenza. Prima di agire, l'agente presenterebbe il mandato a un sistema di autorizzazione, che ne verificherebbe la firma e la coerenza con i limiti previsti, per poi rilasciare un permesso vincolato e tracciabile. Ogni azione resterebbe così riconducibile, in un solo passaggio, a una persona fisica o giuridica identificata.

Si tratta di una direzione in costruzione, ancorata a standard esistenti e ancora in via di definizione per l'impiego sugli agenti.

Il ruolo di eIDAS: firma e sigillo con valore legale

L'infrastruttura che dà valore legale a un mandato esiste già in Europa. Il Regolamento eIDAS (UE 910/2014) stabilisce, all'articolo 25, che una firma elettronica qualificata ha lo stesso effetto giuridico di una firma autografa; all'articolo 35, che un sigillo elettronico qualificato assicura l'integrità e l'origine di un atto, riconducendolo a una persona giuridica identificata. Sono strumenti in grado di legare un mandato a chi lo conferisce, con effetti opponibili a terzi.

Il collegamento con l'EUDI Wallet e la scadenza del 2026

Il Regolamento eIDAS 2.0 (UE 2024/1183) introduce il Portafoglio Europeo di Identità Digitale (EUDI Wallet). Gli Stati membri sono tenuti a rendere disponibile almeno un wallet entro il 24 dicembre 2026. Lo stesso portafoglio che conterrà credenziali di identità e strumenti di firma potrà, in prospettiva, diventare anche il punto da cui una persona autorizza un agente ad agire per suo conto. L'avvicinarsi della scadenza rende il tema attuale per imprese e professionisti.

Il formato tecnico: una credenziale verificabile

Sul piano tecnico, il mandato potrebbe assumere la forma di una Verifiable Credential, il formato definito dal Verifiable Credentials Data Model del W3C, diventato Raccomandazione ufficiale nel maggio 2025. Il principio è quello di un documento strutturato che chiunque abbia titolo può verificare in modo automatico, controllando la firma tramite le liste di fiducia europee e accettando l'azione solo quando il mandato risulta valido. È la differenza tra possedere una chiave e presentare una delega.

Limiti e condizioni da considerare

Un mandato firmato copre l'autorizzazione e l'attribuzione dell'azione. Restano aperti altri aspetti. I contesti ad alto rischio possono richiedere garanzie ulteriori sull'ambiente di esecuzione dell'agente. La delega tra più agenti richiede regole precise, così che un sotto-mandato erediti limiti più stretti e i massimali fissati da chi delega valgano lungo l'intera catena, qualunque sia la sua profondità.

Dove si emettono firma e sigillo qualificati

Firma elettronica qualificata e sigillo elettronico qualificato rientrano nei servizi fiduciari, disciplinati da eIDAS ed erogati dai prestatori qualificati. Aruba, in qualità di prestatore di servizi fiduciari qualificato, è tra gli operatori abilitati all'erogazione di questi servizi, che possono rendere opponibile a terzi un mandato conferito a un agente.

Domande frequenti

Una chiave API basta ad autorizzare un agente? Abilita l'accesso tecnico a un sistema. Per documentare chi ha autorizzato un'azione, con quali limiti e con quale prova, serve un mandato con valore legale.

Che cosa lega la firma qualificata agli agenti AI? La firma qualificata può firmare il mandato che definisce cosa l'agente può fare, collegandolo a una persona o a un'organizzazione identificata.

È una tecnologia già disponibile? La delega verificabile agli agenti è un approccio emergente, fondato su standard esistenti e tuttora in costruzione.



 
 
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