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Il futuro della colocation

10/09/2018
Il futuro della colocation
EnterprisePrivatiProfessionisti
Il cloud sembra aver conquistato il mercato dell’IT e, con l’avvicinarsi dell’era dell’XaaS (Everything as a Service), sembra non esserci più spazio per la colocation. Di certo molti piccoli data center non sono sopravvissuti (o sopravvivono a malapena) a richieste sempre maggiori in termini di competitività e livelli di servizio. D’altronde, il fondamento stesso del cloud risiede nell’economia di scala, e non stupisce quindi la difficoltà delle piccole realtà a evolvere e restare al passo con tecnologie e soluzioni all’avanguardia. Questo accade a maggior ragione per molti colocation provider che si accontentano di mantenere servizi adeguati per quei clienti storici e fidelizzati che non hanno (ancora) alcuna intenzione di migrare altrove.

In realtà, nonostante la situazione sopra descritta, la colocation non solo è viva e vegeta, ma gode anche di ottima salute.
Le stime parlano di un mercato che vale miliardi di dollari, con prospettive di crescita del 200% nei prossimi anni. E allora, perché sembra esserci spazio solo per il cloud? Il motivo è da ricercarsi sostanzialmente nella natura stessa della nuvola, che si comporta come un servizio virtuale ma che continua ad avere necessità fisiche: banalmente, al crescere del mercato cloud cresce necessariamente la richiesta di strutture di colocation dove ospitare i server bare-metal. In secondo luogo, se è vero che il cloud è sempre più la scelta d’elezione per le aziende che vogliono dotarsi ex-novo di un’infrastruttura IT agile e scalabile, è vero anche che molte imprese nate con infrastrutture on-premise arrivano al punto in cui investire ulteriormente in data center in-house non è più conveniente a causa degli elevati costi di gestione e manutenzione. Non trovando nel cloud soluzioni adeguate alle loro necessità, si rivolgono a servizi di colocation, avvantaggiandosi così dell’economia di scala offerta dai grandi provider.

A queste considerazioni ne va aggiunta un’altra, tutt’altro che banale: nonostante il 62% di aziende abbiano deciso di virtualizzare la loro infrastruttura passando dalla colocation al cloud, non è affatto inusuale assistere al contrario. Secondo una recente ricerca, infatti, il 41% delle aziende interrogate in merito hanno dichiarato di essersi spostati in senso opposto, dal cloud alla colocation.
Mettendo insieme i dati, emerge un quadro estremamente mobile e in espansione guidato in primo luogo dalle diversissime esigenze delle singole aziende. Il cloud offre soluzioni adeguate per una buona fetta di mercato, ma che necessariamente non possono andare bene per tutti come abbiamo visto nell’articolo Server Dedicati e Cloud: analizzare i bisogni e fare la giusta scelta.
 
La partita della colocation si gioca su un delicato equilibrio di molti fattori. Infatti, alla richiesta di disporre di performance di altissimo livello (in termini di scalabilità, prestazioni, latenza e varietà di carrier) si aggiunge la necessità di avere livelli di servizio (SLA) e supporto sempre più avanzati, per fronteggiare le grandi criticità di infrastrutture sempre più complesse e diversificate.
È sufficiente pensare a una delle maggiori preoccupazioni del settore, rappresentato dal data lock-in, ovvero dell’impossibilità per un cliente di migrare liberamente a un altro fornitore di servizi.
In questo senso, ciò che il mercato della colocation richiede a gran voce è l’expertise beyond infrastructure, la capacità dei fornitori di servizi di fornire un livello di servizio che per valore supera di gran lunga il semplice affitto di spazio e strutture.

A tutto questo si aggiunge un’ultima, grande variabile: la competitività. Il futuro della colocation è sempre più orientato verso grandi data center in grado di fare leva su vantaggi operativi che le piccole realtà non sono più in grado di sostenere. Distribuzione geografica, utilizzo di energia rinnovabile, carrier diversity e SLA chiari e trasparenti sono sempre più richiesti. Rappresentano la chiave di volta di questo mercato, destinato ad essere sempre più rilevante e accessibile per tutte le aziende in cerca dei vantaggi dell'infrastruttura on-premise, senza doverne subire le limitazioni.
 


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