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Firma digitale: come e quando utilizzarla

22/11/2018
Firma Digitale
PMIPrivatiProfessionisti

Si chiama firma ma, ovviamente, con qualche differenza dalla tradizionale firma su carta: la firma digitale non richiede carta, penna. Si tratta di fatto di uno strumento grazie al quale i cittadini, ma in particolar modo professionisti e imprese possono firmare documenti elettronici in modo sicuro, conferendo valore legale ai documenti stessi.

La firma digitale si basa su tre principi cardine:

  • autenticità: la firma digitale assicura l’identità della persona o dell'impresa che firma il documento;
  • integrità: la firma digitale garantisce che i documenti firmati non siano stati modificati dopo l’apposizione della firma;
  • validità legale, un documento informatico sottoscritto con firma digitale ha valore legale e garantisce il ‘non ripudio’, cioè l’impossibilità di negare di aver firmato quel documento.
La firma digitale è dunque l'equivalente informatico di una firma autografa apposta su carta, ma a ben vedere offre più garanzie: in assenza di un notaio, la firma su carta può essere facilmente falsificabile, e inoltre un testo cartaceo firmato è modificabile anche dopo la firma. Al contrario, un documento firmato digitalmente non è in alcun modo modificabile ed è molto più difficile falsificare una firma digitale, dato che il processo di firma si basa su un processo di codifica crittografica a chiavi asimmetriche (chiave pubblica e privata).
Inoltre, la firma digitale viene rilasciata alla persona fisica attraverso una procedura di riconoscimento, pertanto la firma è unica e identifica il soggetto a cui appartiene.

La firma digitale si delinea come uno strumento particolarmente efficiente e veloce per cittadini, professionisti e imprese che hanno ora la possibilità di semplificare operazioni fino a pochi anni fa appesantite dalla cosiddetta burocrazia cartacea.

Firma digitale: utilizzi per imprese e professionisti

Nel concreto, una firma digitale è caratterizzata da tre elementi: una Smart Card che contiene 2 certificati (uno di firma qualificata, che identifica il titolare, l’altro di autenticazione, ossia una CNS, Carta Nazionale dei servizi); un supporto fisico o lettore (di solito un lettore di Smart Card o una chiave USB come l’Aruba Key), e un software di firma digitale (di norma precaricato nei supporti USB).

In questa pagina: https://www.pec.it/offerta-firma-digitale.aspx tutti i dettagli su come funziona la firma digitale e come poterla attivare su Aruba.

Sono molte le applicazioni della firma digitale per imprese e professionisti: viene infatti impiegata per contratti, bilanci, fatture, ordini d’acquisto, atti pubblici, notifiche, compilazione di modulistica ufficiale, e comunicazioni con la Pubblica Amministrazione.

Tra gli utilizzi principali vi è la possibilità di comunicare tra impresa e pubblica amministrazione, tra cui Camera di Commercio, Comune, INAIL, INPS, ecc. Ad esempio, per presentare autonomamente una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività, ovvero la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva) serve essere muniti di firma digitale per poter presentare la pratica. La firma digitale è essenziale per il deposito bilanci presso il Registro Imprese e, più in generale, per firmare le pratiche telematiche da depositare al Registro Imprese come dichiarazioni e atti costitutivi.

La firma digitale diventa un obbligo in caso di finanziamenti e bandi pubblici ed è causa di esclusione in caso non venga apposta sulla documentazione. Garantisce infatti la certezza della provenienza e della piena assunzione di responsabilità nel momento in cui viene presentata un’offerta.

La firma digitale si delinea come uno strumento particolarmente utile per la sottoscrizione di documenti, anche legali, tra imprese: contratti, ma anche verbali di riunioni e ordini di acquisto.



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