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Cos’è il porting dei contenuti di un sito web

27/07/2021
Cos’è il porting dei contenuti di un sito web
Quando si parla di migrazione di un sito web ci si riferisce a tutte quelle attività tecniche da fare quando si decide ad esempio di riprogettare il sito o di cambiare CMS. Si tratta di un processo molto importante che serve a preservare tutti i posizionamenti ottenuti in SERP fino a quel momento e di conseguenza a evitare cali di traffico provenienti da motore di ricerca.
È bene ricordare che la migrazione di un sito web è un’attività molto delicata che richiede competenze specifiche, dunque sottovalutare i rischi di una migrazione può voler dire avere un grosso danno economico e d'immagine per la propria attività.
Per farla in modo corretto quindi è essenziale progettare e controllare costantemente ogni fase del processo.

Tipi di migrazione

I motivi per i quali si decide di trasferire o riprogettare un sito web sono diversi, ad esempio:
  • cambio del protocollo, con il passaggio da HTTP a HTTPS;
  • trasferimento di CMS;
  • cambio del nome dominio;
  • cambio del dominio di primo livello, ad esempio si vuole passare da un dominio di primo livello nazionale a uno generico;
  • cambiamenti nella struttura del sito;
  • passaggio da multi-dominio a dominio singolo;
  • migrazioni di contenuti, ad esempio quando si decide eliminare o accorpare contenuti o categorie;
  • passaggio da una versione mobile a una responsive.
Inoltre tra gli elementi su cui porre molta attenzione durante la migrazione ci sono:
  • tag title;
  • tag alt delle immagini;
  • meta description;
  • sitemap;
  • robots.txt;
  • file HTACCESS;
  • dati strutturati;
  • script di monitoraggio.
Periodo ideale per la migrazione di un sito web
In genere è consigliato fare la migrazione di un sito quando il suo traffico è fisiologicamente più basso, ad esempio per motivi di stagionalità, o comunque in periodi che non sono fondamentali per il business della propria attività (ad esempio nelle ore notturne).
In ogni caso per non rischiare di compromettere il posizionamento e la visibilità sui motori di ricerca è necessario eseguire una lista di attività da fare prima, durante e dopo il processo di migrazione.

Attività da fare prima di una migrazione

Le attività da svolgere durante la pre-migrazione sono:
  • analisi SEO del vecchio sito in modo da individuare eventuali criticità e definire le specifiche tecniche per lo sviluppo del nuovo sito;
  • scaricare l’elenco dei link di ingresso;
  • preparare una mappatura di tutti gli URL e dei meta tag del vecchio sito così da poter controllare che tutto sia reindirizzato in modo corretto;
  • reindirizzare ogni URL alla pagina corrispondente nel nuovo sito così da evitare errori 404 (pagina non trovata);
  • impostazione di una pagina personalizzata per l’errore 404 in modo da poter indirizzare correttamente l’utente nella navigazione del nuovo sito;
  • generare una nuova Sitemap.xml;
  • generare il nuovo file Robots.txt e verificare che le istruzioni contenute siano corrette così da non bloccare le risorse che devono essere scansionate dal Googlebot;
  • fare un controllo SEO per accertarsi che tutti i contenuti del sito siano stati implementati in modo corretto;
  • fare un tracciamento delle keyword ad alto volume di traffico in modo da poterle monitorare anche dopo la migrazione;
  • acquisto di un certificato SSL (Secure Sockets Layer) nel caso in cui la migrazione riguardi il passaggio da http a https.

Migrazione

Conclusa la fase pre-migrazione si procede con la messa online del nuovo sito web.
Durante questa seconda parte del processo si deve:
  • attivare e verificare i reindirizzamenti;
  • controllare la correttezza delle informazioni su Google Search Console;
  • controllare e aggiornare i link in ingresso;
  • controllare i tracciamenti.

Fase post-migrazione

Quella del post-migrazione è una fase di controllo in cui verificare se tutte le attività svolte in precedenza siano state implementate correttamente:
  • controlli dei codici di monitoraggio;
  • eseguire un crawling del nuovo sito per individuare in modo rapido eventuali problemi;
  • controllare l’indicizzazione di ogni pagina del nuovo sito. Questo passaggio deve essere fatto dopo circa un mese dalla messa online del nuovo sito in quanto Google non indicizza immediatamente tutte le pagine web;
  • segnalare la sitemap del nuovo sito;
  • monitorare il traffico e il posizionamento per accertarsi che la migrazione stia avvenendo nel modo corretto.

Calo di visite dopo la migrazione

Una diminuzione di traffico subito dopo una migrazione può essere considerata fisiologica, infatti gli spider di Google hanno bisogno di un po’ di tempo per elaborare tutte le pagine e i contenuti di un nuovo sito.
In genere per un sito piccolo i primi risultati possono richiedere circa un mese, mentre per siti web di grandi dimensioni i tempi si allungano a circa 2 o 3 mesi.
Se dopo questo periodo il traffico continua a calare potrebbe essere stato fatto qualche errore in una delle fasi del processo di migrazione.